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Altamura: saltato l'accordo per la masseria confiscata ai clan

La Regione Puglia e l'Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla mafia fanno saltare l'intesa appena ritrovata, sul destino della Masseria dell'Alta Murgia. Le questioni e il rammarico di Fratoianni

“Questo accordo non s’ ha da fare”. E’ saltata l’intesa tra la Regione Puglia e l’agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia: rimane sospeso  il destino dell'Antica Masseria dell'Alta Murgia e dei  lavoratori licenziati ufficialmente nel mese di marzo e senza stipendio dall'inizio dell'anno. L'assessore regionale Nicola Fratoianni che da circa due mesi sta portando avanti la trattativa per salvare l'ex Parco dei Templari dal fallimento, e con rammarico dice: "purtroppo l'Agenzia non ha voluto sottoscrivere il protocollo che gli era stato sottoposto; mercoledì mattina sono stato costretto ad inviare una nota con cui chiudiamo ufficialmente la trattativa".

LE QUESTIONI Sono diverse le questioni che avrebbero fatto saltare l’accordo, prima fra tutte l'indisponibilità dell'Agenzia e quindi della Virgilio project di mantenere la gestione del bene per i prossimi 5 o 6 mesi in modo tale da consentire alla Regione di sbrigare tutti gli adempimenti burocratici e approntare un progetto fattibile e soprattutto "che funzioni", per usare le parole dell’assessore.  Fratoianni aggiunge: "acquisire il bene da subito, significa non garantire stabilità al progetto e rischiare di metter su un'altra idea fallimentare. Avevamo chiesto all'Agenzia di gestire la struttura senza interrompere l'attività sino al prossimo ottobre, mese in cui l'Antica Masseria sarebbe definitivamente passata alla disponibilità della Regione Puglia che avrebbe avviato un nuovo progetto capace di mantenere l'attività originaria della struttura e avviare parallelamente altre attività". Altra questione è quella debitoria della struttura, di cui la Regione Puglia "non può farsi carico".

La chiusura dell'Antica Masseria  sembra alle porte, così come sembra oramai deciso il futuro dei lavoratori;  dopo vane speranze, in questi giorni hanno chiesto un intervento del Prefetto e nei prossimi giorni organizzeranno un "sit-in" dinanzi alla Prefettura.

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