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Corruzione negli appalti pubblici, blitz nel Barese: in manette anche il sindaco di Altamura

Operazione congiunta di Guardia di Finanza e Carabinieri tra Roma e altre località nella provincia. In tutto sono 12 gli arrestati, indagato l'assessore regionale Giannini

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria Bari e Carabinieri del Comando Provinciale Bari, stanno eseguendo ordinanze di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione 'Pura defluit' emesse dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica assieme a numerose perquisizioni: i provvedimenti riguardano 10 arresti domiciliari, 2 in carcere e un obbligo di dimora. Il blitz riguarda, secondo gli investigatori, un "consolidato sistema di corruzione di pubblici ufficiali e di alterazione delle procedure di affidamento dei pubblici appalti che ha riguardato alcuni comuni della Provincia di Bari". I provvedimenti restrittivi e i controlli sono stati effettuati a Bari, Roma, Altamura, Acquaviva delle Fonti e Castellana Grotte ed altri comuni del Sud-Barese.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

GLI EPISODI DI CORRUZIONE

Sono diversi i casi di corruzione scoperti dalle Forze dell'Ordine, anche con l'ausilio di strumentazione per l'intercettazione telefonica e ambientale. Nello specifico, secondo quanto scoperto, l'amministratore della società Apulia srl avrebbe provato a corrompere con 5mila euro e la promessa di altro denaro il vicesindaco del comune di Acquaviva delle Fonti, chiedendo di favorire l'impresa nella gara di appalto per i lavori di ristrutturazione del teatro comunale cittadino - l'importo totale del bando, risalente ad ottobre 2015, è superiore ai tre milioni di euro - e per l'affidamento di altre gare pubbliche. La somma non è stata accettata dal politico, che ha subito denunciato l'episodio in Questura. Sempre al vicesindaco sarebbero stati offerti altri 2mila euro - anche questi non accettati - in tempi diversi da parte del titolare della società Besa costruzioni srl e in seguito da un intermediario. Al centro di questo secondo tentativo di corruzione ci sarebbe l'appalto per l'ampliamento dell’impianto per il riutilizzo a fini irrigui delle acque reflue licenziate dal depuratore di Acquaviva delle Fonti.

Per le Forze dell'ordine gli imprenditori avevano però persone di fiducia all'interno della commissione aggiudicatrice della gara. Secondo quanto emerso dalle indagini la società aveva ricevuto punteggi di favore all'offerta tecnica grazie alla presenza di un dirigente dell'Ufficio tecnico in combutta con il titolare dell'azienda, che avrebbe a sua volta fatto eleggere altri tecnici di fiducia all'interno della commissione. Gli accordi interni avrebbero interessato anche la procedura di appalto relativa al progetto per i lavori di 'riutilizzo a fini irrigui - si legge nel bando - della acque reflue affinate licenziate dal depuratore a servizio dell’ abitato di Acquaviva delle Fonti'. Questo sarebbe stato aggiudicato ad uno studio (Romanazzi, Boscia e associati srl) già concordato in precedenza con i tecnici e progettisti comunali.

BUSTARELLE ACCETTATE DA SINDACI E DIRIGENTI

Le condotte illecite hanno interessato poi i Comuni di Altamura e Castellana. Al sindaco di Altamura sarebbero stati dati lo scorso 28 marzo 15mila euro - da lui accettati, spiegano gli inquirenti - per favorire la Besa costruzioni nelle prossime gare d'appalto del Comune. Tra queste c'erano i lavori per il riutilizzo a fini irrigui delle acque reflue affinate licenziate dal depuratore a servizio dell’ abitato di Altamura, intervento al quale il comune era stato ammesso con riserva del finanziamento da parte della Regione Puglia. A Castellana invece un dirigente responsabile del Settore VI – Lavori Pubblici avrebbe accettato la somma di 6mila euro sempre dallo stesso imprenditore per favorire la società. Il bando interessato in questo caso era relativo agli interventi di ripristino funzionale ed adeguamento alla normativa vigente di settore della scuola secondaria di primo grado “Silvia Viterbo”” e nello  svolgimento della gara d’ appalto relativa alla rifunzionalizzazione delle infrastrutture per il trattamento, lo stoccaggio ed il riutilizzo delle acque reflue depurate, già indetta dal comune di Castellana Grotte.

E’ stato eseguito nei confronti dell'amministratore dell'Apulia srl il sequestro preventivo di 5mila euro, somma oggetto della corruzione non accettata dal pubblico ufficiale destinatario. Proseguono invece le operazioni di perquisizione - che hanno condotto al sequestro di grosse somme di denaro - negli uffici della Regione Puglia e dei comuni interessati, abitazioni, studi professionali e sedi aziendali nei confronti non solo delle persone interessate dai provvedimenti coercitivi ma anche di altre persone sottoposte ad indagine.

INDAGATO L'ASSESSORE REGIONALE GIANNINI

L'inchiesta si è allargata anche agli uffici della Regione Puglia, coinvolgendo i componenti della Giunta. In particolare nel registro degli indagati è finito anche l'assessore regionale ai Trasporti Giovanni Giannini. Secondo Guardia di finanza e Carabinieri sarebbe avvenuto un episodio di corruzione che coinvolgeva il politico e un imprenditore di Polignano a Mare, Modesto Scagliusi, titolare del noto ristorante 'Grotta Palazzese' e del salottificio Soft Line srl di Modugno. Quest'ultimo avrebbe - secondo quanto emerso dalle indagini -  corrotto Giannini con arredi domestici per la figlia dell'amministratore, in cambio del suo interessamento per agevolare pratiche in corso con la Regione a beneficio del ristorante, riguardanti un finanziamento regionale pari ad oltre 2 milioni di euro.

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