AltamuraToday

"Libera il bene": la Regione approva il progetto del Comune

E'un'iniziativa incentrata sull'allevamento dell'asino. L'amministrazione ha presentato un avviso pubblico per il recupero, la riconversione e la gestione di un bene confiscato alla criminalità organizzata

 Il progetto dell’Amministrazione Comunale candidato al bando “Libera il bene”, per il riuso sociale dei beni confiscati alla criminalità, è stato ammesso a finanziamento dalla Regione Puglia. Si tratta di un’iniziativa incentrata sull’allevamento dell’asino ed è denominata “Asini in agricoltura: gli «ultimi della classe» al servizio della ricerca e dello sviluppo del territorio murgiano”.

Il bando fu varato dalla Regione nel 2010 e la valutazione è stata fatta per “step” sulle 13 istanze ritenute ammissibili, tra cui quella del Comune di Altamura. L’Amministrazione, infatti, ha presentato un avviso pubblico per il recupero, la riconversione e la gestione di un bene confiscato alla criminalità organizzata ubicato in località Graviscella, della superficie di 111.678 mq, con accesso dalla strada provinciale 27 “La Tarantina”. E’ stato scelto quindi il progetto di una coop sociale che intende promuovere l’allevamento dell’asino di cui sono stati (ri)scoperti molteplici usi utili; non solo alimentare (produzione di latte e carni), anche sociali (onoterapia) e didattiche. Il progetto prevede anche l’uso agricolo dei terreni per la produzione di olio biologico e leguminose.

L’Amministrazione Stacca ha accolto con soddisfazione la comunicazione della Regione, appena pervenuta, che rende nota l’ammissione a finanziamento per complessivi 833.335,00 euro di cui 750.000 euro in quota Fesr (fondi europei, tramite la stessa Regione) e 83.335 euro di cofinanziamento comunale. Il bando “Libera il Bene”, anche nel nome, è l’iniziativa adottata dalla Regione Puglia per replicare l’esempio del fondatore dell’associazione Libera, don Luigi Ciotti (recentemente ospite ad Altamura per una bella iniziativa di cooperazione), nel restituire alla collettività e ad usi sociali i beni sottratti alla criminalità. “Questo progetto – scrivono da Palazzo di Città- è un segnale lanciato a favore della legalità sul territorio così come l’immissione nel patrimonio comunale del bene denominato Antica Masseria dell’Alta Murgia”. Si è deciso che a gestire quest’ultimo bene sarà l’Associazione Antiracket ed antiusura che sta definendo un apposito piano di lavoro, con il ripristino della destinazione economica precedente; il tutto attraverso la costituzione di una cooperativa per le varie attività da svolgere.

 

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